Firenze – White Boccascena

In questo nuovo articolo, per quanto riguarda il concetto di “viaggiare” ci rivolgiamo esclusivamente a voi lettori NON fiorentini, poiché il locale che recensiamo si trova esattamente nella via parallela a casa nostra.. e quindi diciamo che per noi si tratta esclusivamente di una passeggiata di pochi minuti, fatta quando la fame è tanta e la voglia di rigovernare è poca.

Situato in Viale Europa, il Boccascena vanta una storia di diversi anni nel quartiere Gavinana. Nasce come american bar, ed a detta degli irriducibili abitanti della zona era uno dei pochi posti nei dintorni in cui mangiar bene, ascoltare buona musica ed assistere a spettacoli di teatro a cabaret.
Col passare degli anni poi l’ambiente è stato rimodernato e la musica dal vivo è scomparsa. Ma, nonostante tutto,  il livello della cucina è rimasto più che eccellente, ed anche l’ambiente continua a confermarsi accogliente, con pochi (ma buoni!) tavolini all’aperto, ed un interno spazioso ma non troppo, caratterizzato da scalini, divanetti, foto alle pareti ed un’atmosfera jazz nell’aria.

Il menù non è infinito (3 antipasti, 4 primi, 6 secondi, qualche dessert) ma comunque permette di scegliere fra pasta e non pasta, verdure, carne, pesce, e dolci più o meno pesanti. Oltretutto è a disposizione la combinazione di 3 portate + acqua-pane-coperto alla modica cifra di 18 € (nulla, considerate quantità e qualità!).

Comunque, la nostra testimonianza è il risultato di due cene diverse, distanti un paio di settimane l’una dall’altra, e che ci sono servite ad impressionarci e non ricrederci.
Notare bene: in nessuno dei casi abbiamo approfittato del menù convenienza.
- Prima manche: 2 tortini agli asparagi in crema di gorgonzola con pane tostato + 1 primo (pasta alla ratatouille) + 1 secondo (polpo al forno con patate ed insalata) + 1/2 vino bianco che ci sta sempre bene + 1 mousse di mascarpone.
Tutto buono, qualcosa buonissimo (il tortino agli asparagi su tutti)!  La mousse di mascarpone, immensa e libidinosa.
Spesa totale: 19 euro a testa.
- Seconda manche: riborda di tortino agli asparagi in crema.. ecc ecc… per entrambi + 2 secondi (braciola fritta con patate ed insalata + inzimino di seppie e bietole con pane tostato) + 1/4 di vino bianco. Inzimino stupendo, braciola golosa.
Spesa totale: 16 euro a testa.

A pranzo c’è il pienone, poiché in molti vi si rifugiano in pausa-lavoro.
A cena: il deserto. Noi lo abbiamo provato sia il giovedì che il sabato, e ci siamo sistematicamente trovati in compagnia di due sole coppie, sparse in qua e in là.
Il motivo? La mia opinione personale è che Gavinana la sera non offre praticamente nulla. Viale Europa smette di vivere con la chiusura dei negozi, dopodiché le persone che vogliono “vivere la notte” migrano in altri quartieri, mentre chi non è interessato.. mangia a casa.
E’ per questo che il Boccascena è tendenzialmente poco frequentato la sera, per la sua sfortunata posizione.

Ma è un ristorante senza dubbio eccellente, e vale la pena pubblicizzarlo un po’.

Anche se, a dir la verità, l’idea di continuare ad avere tutta la sala a nostra disposizione non è che ci dispiaccia più di tanto.. :)

P.s.per chi volesse conciliare una buona mangiata con un po’ di natura, la zona sud di Firenze offre comunque numerosi spunti per godersi una giornata di sole, come la bellissima passeggiata lungo l’Arno (Firenze – Firenze Sud Sporting Club), oppure una gita verso Greve in Chianti lungo la Via Chiantigiana (Greve in Chianti (FI) – Antica Macelleria Falorni).

Quindi, ricapitolando:
White Boccascena
Viale Europa 49, 50126, Firenze
Tel: 055.685996

http://www.boccascena.it/

http://www.2spaghi.it/ristoranti/toscana/fi/firenze/white-boccascena/

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Grilli (GR) – Osteria del Mugnaio

La nostra firma all'OsteriaA Grilli ci s’arriva per sbaglio, ma se capita è una gran fortuna, perché si ha la possibilità di mangiare nella squisita osteria di cui adesso vi andiamo a raccontare.

Il pregio di questo paesino, è che si trova in mezzo al bosco a soli 20 km da Castiglione della Pescaia, quindi funge da perfetta meta per le fughe dal brulichio serale estivo del lungomare.
E c’è da considerare che fa pure fresco!
La strada di campagna che si percorre per arrivarci poi è meravigliosa: Vetulonia la sovrasta, le curve attraversano boschi e campi, e la fauna toscana ogni tanto fa capolino fra le frasche (un branco di cinghiali, un’upupa ed una lepre sono stati i nostri avvistamenti). Insomma, andare a cena a Grilli equivale ad una vera e propria gita in campagna, che, se fatta quando c’è ancora luce, allieta la vista.

Il posto vi suggeriamo di prenotarlo prima, 1) perché il locale è sempre pieno, 2) per poter scegliere se stare dentro o all’aperto. L’arredamento è rustico, ed i piatti sono quelli tipici della cucina maremmana: cavalli di battaglia toscani che, a leggerli uno dopo l’altro sul menù, si rischia di strafare tale è l’imbarazzo della scelta.

.. E noi, da questo punto di vista, ci siamo cascati in pieno. Abbiamo ordinato di tutto (troppo) e siamo stati quindi costretti a rinunciare al dolce, pur avendo da subito avvistato un tiramisù che pareva la fine del mondo.
Ma cominciamo dall’inizio..

Come primo approccio ci siamo ovviamente buttati sugli antipasti : tagliere misto di affettati, verdure e bocconcini di sformato con zucchine (notevole punto di forza). Porzione abbondante, capace di appagarci entrambi. Il tutto accompagnato da una bottiglia di rosso consigliato da loro, bevuta con moderazione in vista del ritorno a casa.
Anche la pastasciutta ce la siamo coscienziosamente smezzata  (tagliolini al cinghiale ricchi, buoni e sugosi, con conseguente goduriosa scarpetta) mentre nella scelta della “ciccia” i gusti erano discordanti, e ciò ci ha costretti all’azzardo, ovvero ordinare un piatto a testa: trippa (tantissima) + bistecca (enorme).
Allo stesso modo è andata per i contorni, dove nell’indecisione abbiamo preso sia verdure grigliate che patate fritte.
Il commento? TUTTO veramente buono (la trippa in particolare)
 ma arrivati a quel punto.. AIUTO! La pancia non ce la faceva più, i piatti continuavano a straripare, e giunti a metà di ogni porzione, abbiamo dovuto a malincuore alzare bandiera bianca, lasciando melanzane e pezzettini di carne in giro per il piatto (che uggia!).
La bottiglia di vino è tornata in campeggio con noi pronta per essere seccata al pranzo successivo, ed insieme a lei ci siamo portati via da Grilli anche due stomaci brontolanti ed un conto di 55 € che, considerato tutto quello che abbiamo mangiato, e la qualità di ciò che abbiamo mangiato, può considerarsi più che onesto.

Tanti complimenti all’Osteria del Mugnaio quindi, per l’ottima cena che ci ha riservato.
Un po’ meno a noi, che a questa età ancora non abbiamo imparato quando è il momento di dire “basta”.

P.S.: una precisazione: se per bistecca vi aspettate il filettino ripulito e tagliato, in questo caso rimanete delusi. Il tòcco di carne è infatti selvatico, alto, croccante e col classico callo da gestire.
Un piatto NON da schizzinosi.. ma forse è proprio questo il bello :)

Ricapitolando:
Osteria del Mugnaio,
Via Grossetana, 57, 58020 Grilli (GR)
Tel: 0566 887201

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g1016002-d3166926-ReviewsOsteria_del_Mugnaio-Gavorrano_Province_of_Grosseto_Tuscany.html

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Greve in Chianti (FI) – Antica Macelleria Falorni

missione grevigianaEccoci qui… dopo un lunghissimo inverno caratterizzato da tanta pioggia e da innumerevoli novità “vitali”, siamo riusciti finalmente a rimettere il naso un po’ fuori casa.
Non è che ci siamo adagiati sugli allori in questi mesi, ne’ abbiamo perso la voglia di girellare. Diciamo piuttosto che impegni più grandi di noi ci hanno confinati per un po’ non solo in città, ma addirittura in casa, rendendo i nostri fine-settimana un continuo ed enorme miscuglio di polvere, scatoloni, mobili, viti e chiodi.
Da febbraio, però, oltre ad avere un gran caos intorno, abbiamo anche un nuovo, bellissimo amico: un caminetto. E dobbiamo ammettere che fare la conoscenza di questa meravigliosa fonte di calore, brace ed atmosfera, è stata un’ulteriore causa di “impantofolamento” (passatemi il termine, oppure consigliatemene uno migliore!): egli è infatti un ottimo cuoco, dalla buona capienza e confinante col divano. Cosa desiderare di più???

Lo scorso sabato però, forti di un pomeriggio libero, del bel tempo e del frigorifero vuoto, abbiamo deciso di unire l’utile al dilettevole: siamo saliti in macchina (di passeggiare da qualche parte non se ne parlava, poiché il cantante è momentaneamente zoppo), e con la scusa di reperire salsicce e pecorino, ci siamo fatti questa rilassantissima guidata lungo la Via Chiantigiana fino a Greve in Chianti.
Non so a quante persone sia capitato di percorrere questa strada semplicemente per il gusto di farlo. Secondo noi è paesaggisticamente meravigliosa, pur essendo una semplice sequenza di casali e vigneti. E Greve è una chicca situata a soli 20 minuti da Firenze, che troppo spesso ci dimentichiamo.
Sotto il loggiato di Piazza Matteotti (l’imperdibile piazzetta principale), fra tanti locali e botteghe, c’è l’Antica Macelleria Falorni, obiettivo ultimo della nostra missione.
Solitamente Il gusto di Viaggiare consiglia posti in cui consumare il pasto, NON dove acquistare prodotti da dover cucinare.. ma questa volta vogliamo fare un’eccezione, perché la distanza, la qualità e la spesa rientrano abbondantemente nel concetto di “soluzioni dell’ultimo minuto per mangiare economicamente bene“.
Il primo aggettivo che ci viene in mente per descrivere la macelleria è “bella”. Perché lo è veramente! Ricca dei più vari e succulenti prodotti (freschi o stagionati, da banco o confezionati) ed arredata da oggetti ed arnesi da lavoro, donati da chiunque voglia farlo. La cantina, allestita apposta per essere visitabile anche dai clienti, è piena di formaggi a stagionare. Tutto l’ambiente profuma di buono e goloso, e le persone che entrano (noi comprese) lo attraversano allo stesso modo in cui attraverserebbero un museo.
C’è poi una parte adibita alla consumazione e degustazione “in loco”di salumi, formaggi e vino.. ma poiché il nostro camino ci reclamava, non abbiamo avuto modo di sperimentarla.
Comunque, tutto in questa bottega è finalizzato all’esaltazione dei prodotti del Chianti, con la loro storia, la loro tradizione, e la loro qualità.

Noi, per fare la nostra parte, siamo tornati a casa con 4 salsicce classiche, 7 salsicce con cinghiale (20%) ed un pecorino semistagionato, (spesa 15 euro), e con l’aggiunta di un pezzo di rosticciana e di una bottiglia di Morellino abbiamo dato il via ad una “braciata” libidinosa e che ha messo in risalto profumo e sapore dei tutti i nostri acquisti.
Notevoli.
E missione abbondantemente compiuta.

C’è poi da aggiungere che la pancia, quella sera, l’abbiamo riempita, e nonostante questo ci sono comunque avanzati qualche salsiccina ed un po’ di formaggio da spelluzzicare nei giorni successivi.. quindi anche il rapporto QUANTITA’/prezzo è risultato ottimo :)

Alla luce di queste considerazioni, cari amici, vi consigliamo nuovamente di non sottovalutare i dintorni fiorentini per le vostre scampagnate, ne’ di disdegnare le mura domestiche per le vostre cene.. entrambi possono nascondere piacevolissime sorprese.
E chi possiede un caminetto.. ne abbia cura!

Ricapitolando:
Antica Macelleria Falorni
Piazza Giacomo Matteotti 71, 50022, Greve in Chianti (FI)
Tel: 055 853029
Fax: 055 8544312
mail: info@falorni.it

http://www.falorni.it/

https://plus.google.com/109838155943555536858/about?hl=it

http://www.2spaghi.it/ristoranti/toscana/fi/greve-in-chianti/antica-macelleria-falorni/

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Firenze – Firenze Sud Sporting Club (dopo una bella passeggiata all’Albereta)

AlberetaIstruzioni per una bella giornata di sole a Firenze:

- controllare che il bel tempo sia abbastanza stabile.
- vestirsi a cipolla per essere pronti a tutto.
- vestire la prole (se la si ha).
- attrezzare il proprio cane, anche questo se lo si ha, di tutti gli optional necessari per passare un po’ di tempo fuori.
- chiamare, se si vuole, l’amico/a o il fidanzato/a o un parente ed invitarlo/a a fare una passeggiata.
- prendere un mezzo di trasporto, qualora si abiti troppo lontani, e dirigersi in direzione Bellariva.
- abbandonare il mezzo su cui si viaggia in prossimità del parco dell’Albereta.
- con tutto il bagaglio di persone, animali e cose, iniziare a percorrere la passeggiata che costeggia l’Arno e che porta a Il Girone.
- godersi il bellissimo contesto.

Ci siamo resi conto che un posto che a noi piace così tanto, ed in cui ci rifugiamo quando non abbiamo tempo e modo di lasciare Firenze, in realtà rimane sconosciuto ai più.
La camminata dell’Albereta è per noi “la soluzione dell’ultimo minuto per stare all’aria aperta” quando il sole splende e la smania di uscire inizia piano piano ad agitarci.
E’ un posto perfetto per far divertire i cani, andare in bicicletta, sdraiarsi sul prato, leggere un libro, fare jogging, pescare, giocare a volano ecc ecc…
La strada principale è in parte asfaltata ed in parte coperta di ghiaino, ma parallelamente corrono altri due sentieri in mezzo all’erba, più vicini al fiume.
Lungo il cammino si incontrano 4 pescaie, di cui una non raggiungibile e invece 3 utilizzabili per soste, merende e sonnellini (ovviamente quando il fiume lo permette), mentre sulla sinistra si intercettano varie casette in pietra, tutte assolutamente deliziose, che attirano lo sguardo dei curiosi e meritano anch’esse una piccola sosta per ammirarle. D’estate poi, è facile vedere, intorno a queste abitazioni, 3 o 4 dei residenti che, muniti di sdraio o sedie, si posizionano sulla riva dell’Arno a prendere il sole e fare du’ chiacchiere, alla maniera di una volta.

Senza pause o rallentamenti, in 45 minuti si arriva al Il Girone (piccola frazione di Fiesole molto carina) ed il traguardo sono i giardinetti con tavoli di legno e fontane in cui è possibile riposarsi prima di tornare indietro. Se poi capitate in una stagione particolare, nel centro del paese potete trovare feste di carnevale per bambini o Sagre del Tartufo a seconda del periodo.
Da qui è possibile proseguire per un altro pezzettino, ma il sentiero diventa via via più selvatico ed ad un certo punto si è costretti a fermarsi, causa rovi e frasche.
Il ritorno lo si fa lungo la stessa strada dell’andata, anche se abbiamo notato che esiste un sentiero anche sull’altra sponda, che non abbiamo mai raggiunto ma che a breve esploreremo.
Arrivati al ponte di Varlungo, si può scegliere di proseguire sempre lungo la stessa riva, costeggiando l’Obihall ed andando avanti fino a Verrazzano ed oltre, OPPURE, si può attraversare l’Arno ed entrare nel Parco dell’Anconella, bellissimo polmone verde di Firenze, perfetto per grandi e piccini. Anche qui ci sono bei prati in cui fermarsi e giochini di tutti i tipi per l’eventuale prole al seguito (anche se due spintine in altalena sono rigeneranti anche per i più stagionati!).

Ma… dove mangiare?
Germani
Ed eccoci alla parte “alimentare” della questione.
All’interno dell’Anconella esiste da almeno 20 anni un ristorante-pizzeria, con un grande spazio esterno per i tavolini (esposti d’estate, coperti e riscaldati d’inverno), ed un interno che, se al primo sguardo può sembrare squallido (per l’effetto “circolino ARCI abbandonato”), in realtà poi rivela due ampie sale sul retro, la più lontana delle quali è di recente rifacimento, molto spaziosa e decisamente accogliente.
I camerieri sono sempre carinissimi, anche se, in certe sere, di lavoro ne hanno veramente tanto, e frullano di tavolo in tavolo come trottole. Ma non sono mai mancate in loro disponibilità e cortesia ed anzi, alcuni di loro, vedendoci tornare più volte, ci hanno presi in simpatia e si sono anche fermati a scambiare due parole (a noi questo aspetto del mangiar fuori piace tanto!). Non ti fanno aspettare ma nemmeno ti opprimono per mandarti via quando sei all’ultima briciola nel piatto.
La pizza è molto buona, i coccoli idem, il nostro menù classico è pizza+quartino di bianco frizzante+tiramisù per un totale di 9/10 euro a testa (decisamente accettabile).
Si trova sempre posto perché lo spazio è tanto.
Unico svantaggio: è il locale frequentato da tutte le persone che orbitano attorno all’associazione calcistica del Firenze Sud, e quindi può capitare di incontrare orde di calciatori+genitori a festeggiare post partita, oppure, come ci è successo l’ultima volta, cene dell’AIA Firenze (Associazione Italiana Arbitri), a causa delle quali l’intera stanza sul retro viene occupata.
Ma accade una volta l’anno, quindi bisogna essere particolarmente sfigati.

Ecco, se la passeggiata all’Albereta vi è piaciuta, si è prolungata fino a tardi e vi ha messo anche una gran fame, potete fermarvi a mangiare qui, e completare la vostra giornata togliendovi la bega di cucinare.
Noi lo facciamo spesso. E.. non potrà definirsi viaggio.. ma un pomeriggio del genere è decisamente una garanzia!

E se volete godervi altre immagini della passeggiata qui descritta.. e non solo!.. visitate il nostro blog parallelo:
Il Gusto di Scattare

Quindi, ricapitolando:
Firenze Sud Sporting Club
Via di Villamagna 41/A, 50126, Firenze
Tel: 055 6530281

http://www.ristorantefirenzesud.it/

https://plus.google.com/117422250067302507710/about?gl=it&hl=it

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g187895-d2082603-Reviews-Firenze_Sud_Sporting_Club-Florence_Tuscany.html

http://www.2spaghi.it/ristoranti/toscana/fi/firenze/firenze-sud-sporting-club/

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Rignano Sull’Arno (FI) – Centro Equitazione Genesi

CervezaQuest’oggi non vogliamo parlarvi di un pasto vero e proprio, ma di un’esperienza un po’ più ampia, che si è rivelata comunque essere una grande scoperta non solo naturalistica ma anche mangereccia!

Tutto è cominciato lo scorso agosto, quando ci siamo trovati a ragionare sui vari aspetti del cavalcare, attività paurosa ed affascinante al tempo stesso.
Il cavallo è un animale dotato di mente e volontà proprie, è molto bello ma allo stesso tempo decisamente grosso, aggraziato ed elegante ma non certo agile come un gatto, si fa guidare con fiducia ma solo da chi è veramente tranquillo e deciso nel farlo.
Per questo, non è esattamente scontato essere rilassati e felici di montarci sopra.. sicuramente lo è meno per chi non ci è stato abituato fin da piccolo.
Poiché, però, per provare non è mai troppo tardi, cogliendo l’occasione di una promozione online, abbiamo acquistato questa “mattinata a cavallo” che ci dava diritto ad una breve lezione di equitazione + passeggiata nel bosco + pranzo.

Sono trascorsi svariati mesi (i migliori climaticamente parlando) prima di prenotare il nostro turno, sia per fatica ed impegni vari, sia per mancata coordinazione telefonica (abbiamo poi scoperto che, per comunicare con i gestori del maneggio, il mezzo migliore è l’SMS).
Alla fine, la scelta del giorno è ricaduta sul 6 gennaio 2013, la Befana!, ed in questo modo abbiamo potuto festeggiare la fine delle feste e delle ferie nel modo che ci piace di più, ovvero stando all’aperto.

..  anche se in realtà, alle 9.30 del fatidico mattino, di spazi aperti se ne vedevano ben pochi, perché Rignano era totalmente affogata nella nebbia..
.. ed anche i bei quadrupedi che saremmo dovuti andare a conoscere, sbucavano improvvisamente e poco chiaramente dal muro grigio, alternati a pelosissime capre, molto simpatiche ma decisamente poco cavalcabili.
Quindi, immersi nella mota fino alle ginocchia, giocando allo slalom fra pozze e recinti, unitici al restante gruppo di eroici avventurieri, abbiamo iniziato tutti insieme a prendere confidenza con i nostri destrieri, guidati dai saggi ma concreti consigli del nostro insegnate Njama.
Per chi non lo sapesse, intorno ad un cavallo esiste un mondo molto complesso, che parte dall’approccio, continua con l’interpretazione, ed ha il suo culmine nell’interazione armoniosa e sinergica dell’uomo con l’animale. Per raggiungerla ci vogliono pazienza, costanza, fermezza ma anche tanto sentimento, fattori non facilmente coordinabili.
Il cavallo sente tutto, ti legge dentro molto più di quanto tu sia in grado di fare con lui, e reagisce di conseguenza. Se non riesci ad entrare in sintonia con lui, l’animale si limita ad ignorarti, e continua la sua tranquilla vita di cibo, cacca e sbuffi.
Se invece piano piano lo convinci.. in un certo modo lo conquisti.. allora lì arriva il bello. Si aprono sentieri, uliveti, campi, strade, ruscelli, viottoli. Da affrontare con estrema attenzione perché il cavallo ha bisogno di te in tutto. Ma da assaporare in modo sempre più concreto e profondo man mano che passano ansia e diffidenza.
Non è detto che ci si riesca alla prima, neppure alla seconda, forse nemmeno alla terza. Magari si rimane sempre impauriti da un così complicato passo a due, e si finisce per rinunciare.
Noi consigliamo comunque di provarci almeno una volta.
Se si prende il via, è bellissimo.

NeferQueste e molte altre considerazioni ci sono balenate in testa durante la nostra passeggiata. Eravamo soli, ognuno con la propria “compagna” (la bianca e paciosa Nefer e la piccola ma vispa Sara), ognuno con la propria esperienza pregressa ed il proprio istinto immediato.
Entrambi contenti ed emozionati di averlo rifatto, o di averci perlomeno provato.

La passeggiata è durata una ventina di minuti, il tempo giusto per permettere ad esperti e non  di prendere confidenza con il cavallo, tanto da potersi rilassare un pochino. Possono sembrare pochi ma in realtà, per chi non è abituato a stare in sella, bastano a consumare le energie mentali e fisiche.
Se poi l’ambiente piace, e viene voglia di ritornarci, già dalla seconda lezione scatta un approccio più completo alla cura dell’animale, e la possibilità di stare nel bosco per più tempo.

Comunque, scesi di groppa, salutati gli amici quadrupedi, aspettati gli altri compagni, ecco arrivare l’ultima fase della mattinata: il pranzo.
Viene offerto in una tavolata comune, all’interno di una casetta di legno, estremamente rustica ma proprio per questo autentica. Cucina la moglie di Njama, Francesca, anche lei cavallerizza esperta ma, allo stesso tempo, cuoca ottima. La cucina è lì, in bella vista come in un qualsiasi appartamento, con in diretta il pentolone di alluminio messo sul fuoco, la padella che sfrigola ed il taglio del pane fresco.
In successione ci sono stati offerti squisiti crostini ed affettati misti, pasta al sugo, una ribollita che era la fine del mondo, arrosto misto con patate e stufato di verdure. A completare il tutto cantucci con vin santo ed una bella chiacchierata con cuoca, insegnante e commensali.
Non è un ristorante, ma l’ambiente è piacevolmente familiare ed i piatti sono al pari di una qualsiasi trattoria degna di questo nome. Ovviamente ci si adatta a scodelle usa e getta e tovaglioli di carta, ma lo sapete che per noi non è  un problema, anzi.. ci sembra perfetto per concludere una mattinata del genere

DSCF5587Un’esperienza del genere viene a costare circa 35 € (20 euro di cavalcata e 15 euro di pranzo), tutti assolutamente giustificati , e proprio per questo contiamo di tornarci.
Ed è stata inclusa nel nostro blog perché ci è piaciuta, perché ci ha soddisfatti, perché abbiamo voluto carpire a tutti i costi la ricetta della  ribollita, e perché è sicuramente da considerarsi un’ottima “soluzione per mangiare e cavalcare economicamente bene

Quindi, ricapitolando:
Centro Equitazione Genesi,
Via del Bombone, 50067, Rignano sull’Arno, Firenze
Tel: 347 3220698 oppure 348 8903340

http://www.viaequestretoscana.it/aziende/view/centro-ippico-genesi

http://www.facebook.com/centro.equitazione?fref=ts

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Sesto Fiorentino (FI) – La Botteghina di Morello

Tagliere della Botteghina

La prima volta che ci siamo stati insieme era un sabato di fine agosto in cui pioveva a dirotto. Entrambi sentivamo l’esigenza di rimanere il più possibile fuori casa: la vacanza in Maremma ci aveva abituati male, TROPPO MALE, e per noi fuggire, in quei giorni, era diventata praticamente una necessità.
Ma ricordo che l’umore non era dei migliori.. una sosta tirata per i capelli, quindi, in una giornata in cui Monte Morello appariva unicamente minaccioso nel suo grigiore temporalesco.
Non una grande trovata. Un panino mangiato in fretta e la promessa di tornarci con un tempo ed uno spirito ben diversi.

Dal suddetto giorno sono passati 4 mesi esatti. Siamo tornati in quelle zone nel frattempo, ma mai con il proposito di fermarci a mangiare alla Botteghina. Aspettavamo il connubio perfetto di fattori.
Fino a che, finalmente, il 30 dicembre 2012 il momento giusto è arrivato: domenica di sole fresca ma non troppo, abbastanza tempo per dormire e quindi partire riposati, sufficienti giorni trascorsi a digerire i vari pasti natalizi, cane voglioso di farsi qualche corsa dopo i pomeriggi passati in casa causa-pioggia.
Può andare come contesto? Avoglia!

Dalla Fortezza ci vuole una mezz’oretta passando dalla Bolognese. Strada con molte curve (decisamente troppe per il povero amico a quattro zampe!) ma panorama piacevole. Occhio a guardare sempre dritto, perché altrimenti si rischia di rovinarsi l’appetito.
Siamo arrivati che il nostro tavolo ancora non era pronto (consigliatissimo prenotare, perché è sempre pieno), e questo ci ha dato la scusa per goderci il giardino sul retro, una porzione di uliveto con tavolini in legno adibita ai pasti all’aria aperta.
Piccola nota: pur essendo dicembre, anche tutti i posti all’aperto erano occupati! Sarà forse perché si mangia parecchio ma parecchio bene…? Chissà…

Dopo aver scodinzolato un po’ nell’erba ed aver cercato amichevolmente di stanare un gattino nero nascosto in una siepe (missione fallita a causa di due marmocchi che per tutto il tempo gli hanno insistentemente agitato davanti il loro coloratissimo ed enorme camion dei Transformers), ci siamo potuti sedere, in un’accogliente stanza in legno che fa tanto chalet di montagna, e che consente libero accesso ai cani.
Premettiamo che alla Botteghina il menù è composto essenzialmente da primi tipici toscani, focacce farcite e taglieri variamente misti, e l’apparecchiatura è quella classica da campagna, con le tovagliette in carta gialla che ci piacciono tanto (per leggere di un posto simile cliccate qui).
Se vi interessa un’offerta più completa, il locale confina con la Bottega di Morello, ristorante a tutti gli effetti, di cui però non sappiamo dirvi assolutamente nulla!
Quindi, esaminata rapidamente la lista delle pietanze, la nostra ordinazione è stata: pasta e fagioli per il cantante, zuppa di farro (sempre con fagioli) per la bionda, tagliere completo da smezzare, un quartino di rosso della casa. Ad accompagnare il tutto, ovviamente, è arrivato un ricco cesto di pane e focaccia.

Bene, allora:
- pasta: molto buona (e calda al punto giusto)
- farro: strepitoso (e caldo al punto giusto)
- tagliere: il paradiso della gastronomia, uno stupendo misto di affettati (prosciutto, salame, finocchiona, pancetta, coppa), formaggi (pecorino fresco e stagionato) ed ortaggi (melanzane, pomodori secchi, carciofini, olive, zucchine, cipolle, valeriana).
- vino: buono, ma.. occhio, che poi c’è da guidare!
- pane e schiacciata: superflui da commentare, ma comunque buoni e freschi entrambi.
Le porzioni sono molto abbondanti, i salumi li abbiamo finiti a stento, e per il dolce, che ci avrebbe fatto tanta gola, non c’era veramente più posto.
La cifra? 12 euro a testa! Perfetto no?

Ora.. se vi capiterà di andarci, vi accorgerete che, appena alzati, vi verranno un abbiocco digestivo allucinante ed una paccata di sensi di colpa per aver mangiato così tanto.
Bene, per questi postumi esiste una magnifica soluzione: rimontare in macchina, affrontare qualche curva, posteggiare la macchina alla Fonte dei Seppi ed imboccare uno degli innumerevoli sentieri che partono da lì. Ce ne sono di breve, media e lunga durata, più o meno in pendenza e variamente soleggiati. Potete affrontarli in modo professionale, oppure semplicemente fare una passeggiata digestiva. Perfetti per bimbi, genitori e nonni..
.. Ed ecco che in un colpo solo vi siete fatti una sana mangiata ed una bella scampagnata, attraverso boschi che raccontano storie di partigiani, di guerra, di amicizia e di vendetta (se vi interessa, qualcuna la conosciamo..).
Vi può piacere?
A noi tantissimo.
Quindi.. la prossima domenica di sole, se vi va di provare qualcosa di nuovo, seguite il nostro consiglio ed andate a Monte Morello!

Ah, un’ultima cosa: quando incrociate qualcuno lungo il sentiero, salutatelo sempre senza vergogna. I sorrisi disinteressati sono i più belli.

Quindi, ricapitolando:
La Botteghina di Morello,
Via Gualdo 1, Monte Morello, 50019, Sesto Fiorentino (FI).
Tel: 338 5013653

http://www.labotteghinadimorello.it/

http://www.facebook.com/BotteghinaDiMorello?fref=ts

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Consuma, PELAGO (FI) – La schiacciata (allo Chalet Il Valico in primis, ma comunque un po’ ovunque)

Diverse opzioni per una stessa località.
Non c’è che dire, la Consuma, per la schiacciata, è comunque una garanzia. Meta ambita sia dai casentinesi che dai fiorentini, le curve per raggiungerla non pesano ma, anzi, allietano ed arricchiscono l’attesa; l’abbassamento di temperatura progressivo serve solo ad aumentare l’appetito; la neve che è facile trovare lungo il tragitto in inverno crea atmosfera; il panorama che si fa largo attraverso gli abeti incanta.

La gita fra questi boschi è un classico: per i motociclisti in primis, che si riversano in interi “branchi” invadendo la località di rombi possenti e del fascino smagliante delle due ruote.
Ma un giro da queste parti è uno standard anche per le famiglie con bambini in cerca di un po’ di aria fresca  la domenica pomeriggio. Le abetine intorno al Passo possono facilmente essere il primo paesaggio innevato nella vita di quei bimbi che non vivono in una famiglia da settimana bianca.
E quindi, dove cercare quel soffice tappeto bianco che così difficilmente ricopre Firenze? Alla Consuma ovviamente!

Non stiamo sponsorizzando niente di sconosciuto, lo sappiamo. Economico sì (continua a rimanerlo nonostante la popolarità e lo scorrere del tempo) ma popolare ai più.
Eppure è bene parlarne, perché è molto facile scordarsi come passare un po’ di tempo all’aria aperta.

Quindi, se ad un certo punto vi prende un languorino, non troppo forte (perché per arrivare lassù da Firenze ci vogliono per lo meno una quarantina di minuti), ed avete un pomeriggio libero, copritevi rispetto agli standard che la stagione richiede, e mettetevi in viaggio.
Ad aspettarvi troverete una schiacciata che si scioglie in bocca, vuota o farcita che sia (spaziale quella ai funghi per chi li sa apprezzare), sempre calda e per la quale dovrete affrontare una discreta fila di persone (ma merita, e non c’è rischio che finisca perché viene continuamente sfornata).
Il nostro consiglio è di acquistarla allo Chalet Il Valico: una casetta di legno con tavolini sia al chiuso che all’aperto per sedersi in mezzo al verde, bosco alle spalle con qualche sentiero per passeggiare, e panoramica sulla vallata tutta intorno. Si trova in cima alla salita sulla destra, appena superato il paese. Dotato di ampio parcheggio, lo riconoscete per la carrellata di moto sempre parcheggiate di fronte.
Oltre ad essere buono, ci piace per il contesto in cui è inserito, per il fascino da montagna, e perché permette di rifarsi non solo la pancia ma anche gli occhi!

Però…
.. fermandosi prima in paese, è possibile trovare altri posti per comprare la mitica schiacciata, ed anche fra noi due esiste una divergenza di opinioni su quale sia il migliore.
Quindi, se avete qualche altra buona soluzione da consigliarci, non esitate a scrivercela, e magari la prossima volta ci fermeremo lì.
L’importante è che sia “la schiaccia della Consuma”!
L’importante è che sia buona!
Ma soprattutto… l’importante, come sempre, è avere una scusa per “viaggiare”! ;)

Quindo, ricapitolando:
Chalet Il Valico,
Via Consuma 60, 52010 Montemignaio (AR)
Tel: 0558306501

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